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MONDO CANE 2004


COLOSSO BAUROSO (2003)MONDO CANE (2004)DEPARTURES (2005)FORZA DI GRAVIDANZA  (2006)MILLANTA COSAE (2007)ROCK IN FLOWERS (2009)AREA 51 - VOL.1 (2010)SUPERBAU (2012)ALPINE ROCK FEST (2012)TRENTINO VS SARDEGNA (2013)ALPINE ROCK FEST (2013)GENI COMPRESI (2017)
01 IGNIGNI
01 -
02 RADIO CANE
03 ASSATANATISMO
04 LA TROMBARUGA
05 GAY PRADI
06 SUPERCANIANIMATI
07 SLOW-SHOW
08 ONAN IL BARBARO
09 STORICAM ERA MUNGAM
10 SUPERCANE 8
11 PULCIBUS
12 IL GATTOFONO
13 THE RABOO-SHOW
14 ALCOLA'
15 MACINATO
16 LA MARCHETTA DEI SUPERCANI (contiene BAUGURI)

   SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI 

"MONDO CANE"

(CD 2004 - GATTOFONO RECORDS- dur. 42'46")

(CD 2014 - GATTOFONO RECORDS - RISTAMPA)

    


Registrato in un giorno (17/02/2004) allo Z.e.m. studio di Bolzano dal pazientissimo Mauro Andreolli e sfornato dallo stesso, qualche tempo dopo essere passato dal filtro della Das Ende der Dinge.
I Supercanifradiciadespiaredosi hanno riversato su cd in fretta e furia tutte le idee e i pezzi inventati fino a quel momento. Due bassi, una chitarra, voci e batteria! L'album e' completamente autoprodotto (grazie anche all'aiuto del Vate Carleis e la sua Superper) e la confezione ideata e realizzata interamente a mano da Boris. Contiene pure l'adesivo! Le 300 copie (tutte pulciotimbrate e numerate e ritagliate e piegate a mano) sono ormai tutte andate.

Il cd è stato ristampato nell' occasione del decennale (ottobre 2014) e sono state aggiunte 2 bonus live !(AUANASHAKE e METRONOME, cover dei NoMeansNo).

 

 


Supercanifradiciadespiaredosi ha usato:


Boris - basso, voce, chitarra
Franz - basso, voce
Gianluca - batteria, voce
Re(u)mo - voce


Bau a:Fonte(live+grafica+miagolii), Christian '70(supporto/sopporto), Dave e Lord Mairer, Buldra(microfoni), Gez(consigli), Otto(real Superdog), Cristina e tutte le Dominatrix, Andrea T.(Bevi la birra), Stefano P.(Robotradio), Gianluca e Roberto(Ozzy), Monìk(foto), Ricky(saletta), MauroCiccio(film), Stefano Giordano, Mastermind Carletto e tutti quei che sbaia!

 

 

 

 


RECENSIONI

Ecco quì di seguito tutte le recensioni fatte a "Mondo Cane" (tratte da carta, uèb e altro) di cui siamo a conoscenza. La maggior parte di esse sono merito del Grande Carleis, che si è sobbarcato pacchettini, francobolli e spedizioni, non finiremo mai di ringraziarlo. Carletto, FATTI VIVO OGNI TANTOOOOO !!! Naturalmente se qualcuno fosse in possesso di qualche recensione sperduta (o addirittura volesse farla lui), che ce la mandi e giuro che non ci offendiamo. Vai!


 

 

Confezione da paura con un incastro a cartoncino veramente strafigo…16 tracce senza capo ne coda tra ululati, schizzate di chitarra e energia sgraziata e rozza! A me piacciono…Boh!

 


 

Wow!!! Come si può non rimanere affascinati da un gruppo con cotale nome pseudo-marypoppinsiano, da una confezione in cartone talmente casereccia e affettuosa, da tanta genuina arroganza e strafottenza nel definirsi "il più grande gruppo di Trento", ma soprattutto da tanta malsana e canina follia, da tanto nonsense a quattro zampe??!
Hard Rock, Blues melmoso e allucinato, Post Rock, Hardcore demente e nocivo alla Laghetto, Cino-techno, attitudine Punk, schitarrate truzze e massicce - il tutto a creare un crossover spaziale del 3000 dopocristo - qui dentro c'è di tutto, e suonato pure bene, puro dog-style, manca solo un pò di rettitudine mentale (un pò, appena appena...): supercani dediti all'assatanatismo, gattofoni, testi neo-onomatopeici ononsocosaltro, trombarughe, bauguri, gay pradi, cani alcolisti, panzoni e trita-bambini, Schwarzenegger a spasso con Galeazzi, Onan il barbaro, sono solo alcuni esempi di ciò che vi aspetta in questo conturbante universo parallelo.
Mettersi a fare un analisi pezzo per pezzo, cercando eventuali influenze, provare anche a tracciare un profilo chiaro della storia di questa selva di pazzi è da masochisti, non voglio farmi male, e sicuramente farebbe male anche a voi, supercani, e alla vostra imprescindibile musica.
Vi dico solo che qualunque serio musicologo professionista nella propria collezione dovrebbe avere questo assurdo disco di puro postnonsochecosa, e già che ci sono aggiungerei baubaubau miaomiao sciubidubiddiribiddiri torituttiblu ignignignignignigni. Ecco, è tutto. Chiaro???!!!!
Rock 'n' Roll!!

 


I Supercanifradiciadespiaredosi nascono nel 2002 e i componenti del gruppo provengono da altri progetti simili, di quale progetto? vi starete domandando...quello dei gruppi nati per divertirsi suonando, senza pensare troppo alla forma ma pensando più alla sostanza  e al puro divertimento. Tutto il progetto ruota intorno al cane, infatti il cd raccoglie una cucciolata di pezzi cantati e suonati da quattro cagnacci e prodotti da un cagnaccio urlatore, questo in pratica per farvi capire la filosofia del gruppo. Diciassette pezzi e una ghost track che spaziano dal rock al punk, dal pop al jazz che trasudano provocazione e goliardia da ogni nota dimostrando la gran voglia di suonare del gruppo dotati anche di una buona tecnica individuale e di una dote unica quella di catturare l'ascoltatore con ironia e divertimento. Se volete passare quaranta minuti di sano divertimento ordinate una copia del cd, che peraltro ha una stupenda custodia molto particolare.

 


Mi giunge a casa un frammento di scatolone delle fettuccine integrali iris decorato a mano. Da una parte un cane ed un gatto, dall'altra un minaccioso, ma fortunatamente breve, comunicato:
CIAO QUI INVIAMO NOI DAL PIANETA CANO IL DISCOBOLO PUZZONE DEL Più GLANDE GLUPPO DI TLENTO:CANE:DIZ IZ DA TRUE TLENTO SAUND! BAU BAU BAU GRAZIAE FIDO. Hey Nuz! Ma che stai a di'? Questa non può essere la recensione del nuovo disco dei Punkreas!!! Ed infatti non lo è!!! ah ah ah ah… perché fare ciò? Ovvio, Punkreas è un nome di richiamo! Sono noti e lo sprovveduto lettore, che solitamente non leggerebbe queste mie righe, stavolta le legge interessato al suo gruppetto "punche" preferito e dice: "chissà miusiclub che dice dei miei amati punkreas"!? Poi c'è l'altro lettore, che magari scruta ogni tanto queste righe, ma non legge tutto, e per lo più dice: "invece dei soliti gruppi sconosciuti fammi leggere cosa scrive Nuz di questa band che ben conosco"… insomma, alla fine poca gente leggerebbe la recensione di un gruppo chiamato Supercanifradiciadespiaredosi che magari meritano più attenzione dei ben più conosciuti Punkreas. Tornando alla recensione, questi Supercanieccetera sono probabilmente il miglior gruppo di trento… solitamente non mi fido di quel che dicono i gruppi nelle pergamene allegate, ma questi hanno qualcosa per farsi notare. Il dischetto ha un artwork fantastico che già lo rende interessante, ma il vero punto di forza dei Supercani sono i testi! Splendidi esempi del "non c'abbiamo un cazzo da dire, ma almeno non facciamo finta di essere impegnati!" così ci troviamo di fronte a delle perle tipo "uououououognignignignigni" (tratto dal primo brano "ignigni")… o il brano 'Assatanatismo' riassunto dagli stessi come il 'cosa' ci spinge a fare musica, che in ordine d'importanza è: la fica e satana!… beh, magari non riesco a farvelo capire bene, ma 'sta roba è fantastica! Il nonsense è un filo conduttore che attraversa tutte e sedici le tracce dell'album. Un piccolo capolavoro di liriche!... e di interpretazione delle stesse! La parte dolente (sia chiaro, dolente rispetto alla grandezza dei testi… in giro c'è di molto peggio) riguarda forse la composizione dei brani: un po' troppo acerba e che non definisce bene il sound del gruppo roteando tra crossover finto Primus, blues da lezioni private, qualche simil metal e 'n po' de hardcore… insomma, un chiaro spaccato del cazzeggio in salaprove per un gruppo alternative… mi sarei aspettato di meglio, considerando anche l'ottima registrazione. Non è un capolavoro imperdibile, ma, considerando quello che si trova in giro, è anche troppo un buon prodotto. Mi aspetto grandi cose dal miglior gruppo di Trento.

 


Parlare dei Supercanifradiciadespiaredosi è come parlare della storia della musica underground trentina. I quattro cagnacci del gruppo calcano le scene da più di dieci anni sotto forma di Tedio, The Ficient e I Capelli di Cesare Ragazzi tanto per citare i progetti più rappresentativi.
Da loro non ci si poteva aspettare un ciddì convenzionale e infatti non tradiscono le aspettative.
Sedici tracce ottimamente suonate e registrate (c'è lo zampino di Mauro Andreolli (ex R.S.U. se non vi dice niente)), testi strampalati e goliardici, pieni di frasi fatte (nel senso di completamente fuori). Stilisticamente inclassificabili tanto sono originali nel loro sound. A volte pestati, a volte cadenzati e pesantissimi tritano e impastano punk, noise e rock in una miscela unica.
Ascoltando il disco non potrete fare a meno di cantare i ritornelli di "Assatanatismo" e "Radio Cane", o l'intro di "Onan (Il barbaro)". Conclude il ciddì "Bauguri" ghost track che a casa mia è diventata la canzone più canticchiata del mese.
Che dirvi di più? Procuratevelo xkè in questi anni di carestia non capita spesso di poter ascoltare dischi freschi!

 


 

Si autodefiniscono "il più grande gruppo di Trento".
Adoro le persone che si autoincensano così spudoratamente al cospetto di me recensore, perché è ovvio che sono coraggiosi. Se il disco mi facesse infatti cacare, o il gruppo non avesse abbastanza palle per soddisfare le aspettative, i nostri mi avrebbero così automaticamente autorizzato a stroncarli ferocemente. Il problema è che, per quanto mi alletti l'idea di fare il Punisher della situazione, la suddetta operazione in questo caso non riuscirebbe punto, perché il ciddì di questa bénd dal nome impronunciabile, va detto, è veramente una figata, già a partire dalla confezione fumettosa e cartonata richiudibile con le linguette. Che siano veramente il più grande gruppo di Trento? Sedici tracce sedici, per un fulminìo sapiente e totale. Non chiedetemi che razza di musica facciano i Supercanifracidiadespiaredosi, perché è indefinibile, incongruente e inclassificabile. A tratti, ma solo a tratti, mi ricordano i Paolino Paperino Band. Altre volte sono potentemente rock'n'roll, a momenti sono funky, e a tratti pesantemente ossessive-blues. I testi bencantàti, assolutamente nonsense e pregni di strampalati neologismi, potrebbero tranquillamente competere con le migliori visioni dei Laghetto. Impossibile poi, in ogni caso, rimanere impassibili di fronte a un brano epico del calibro di "Onan (il barbaro)". Sono addirittura basito.
E ora parliamoci chiaro, ragazzi. Lo so lo so che volete sempre i soliti scecheròni di punk e Oi! e ardecòre in chiave revival di qualcosa, ma l'originalità nel duemila è qualcosa di importante. Questi qui sono pazzi però ce ne hanno da vendere. E suonano pure da paura, suonano. Fatevelo bastare.
Consigliato, anzi obbligato, per tutti coloro che non si accontentano. Per cinefili o cinofili che siano.

 

 


 


Il rock demeziale dei Supercanifradiciadespiaredosi è la cosa più divertente che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi tempi. La band di Trento sciorina sedici tracce irresistibili (più inevitabile ghost-track direttamente dagli anni ottanta) che musicalmente posseggono un'infinità di riferimenti, dal post-punk all'hard-rock, dal blues deviato all'hardcore schizofrenico. Crossover nel senso letterale del termine, quindi. Ad esempio, "Slow-Show" è doom-metal-core come quello degli Obsessed, però ancora più slabbrati, oppure "Supercane 8" è jazz-blues raffinato come non ci si aspetterebbe. Ancora "Supercanianimati" è una sigletta folk-rock efficacissima nella sua rapidità, laddove in "La Marchetta Dei Supercani" sembra di assistere allo show dei Gluecifer ubriachi come gli ultimi signori del creato. Inutile dire che il tutto è tecnicamente ineccepibile, of course, non tanto dal punto di vista della registrazione (discreta, ma non ancora realmente professionale), quanto da quello strettamente strumentale. Siffatti episodi musicali sono accompagnati da mugugni, latrati, abbai, e da qualche testo in madrelingua, ermetico, esplicito, diretto e spassoso. Così ci tocca ascoltare delle imprese di "Onan Il Barbaro", colui che combatte con una mano sola perchè con l'altra è occupato, oppure di quelle di Reumo quando partecipa al "Gay Pradi". Sarà il potere della risata, ma questo "Mondo Cane" è riuscito a farmi passare una quarantina di minuti in spensieratezza, riuscendo a coniugare la bizzarria del concept 'canino' con costruzioni sonore per nulla banali e tutt'altro che ignobili (sebbene estremamente eterogenee). D'altronde, da chi dichiara che i veri motivi per cui si è deciso di fare rock sono stati, nell'ordine, la Figa e Satana ("Assatanatismo") non ci si può attende che questo. Il sottoscritto, per inciso, preferisce di gran lunga la prima delle due motivazioni.

 

 


 

THIS HEART DOESN'T RUN ON BLOOD... THIS HEART DOESN'T RUN ON LOVE

 

Inviatoci da un personaggio a suo modo storico della scena Hc trentina, al secolo Andreis Carlo, quello che ho fra le mani è un cd dall'arzigogolata custodia tutta bianconera (coloraccio…) in carta rigida (senza quindi l'involucro in plastica) e con un sistema di apertura/chiusura dal livello di difficoltà stile Cubo Magico di Rubik (sto scherzando, detto sistema è in realtà semplice e duraturo…aggettivo non fuori posto, se avete presente certi cd dalla confezione "estrosa" che alla terza volta non si apre/chiude più decentemente, converrete con me!)! Quella che dovrebbe essere la front-cover presenta però solo la dicitura Mondo Cane, e per un momento ho pensato dapprima di essere di fronte a dei quasi omonimi dei Mondocane (progetto Thrash-Core di fine anni '80, che vedeva coinvolti membri di Necrodeath e Schizo, con un unico Lp all'attivo), poi al grido di battaglia di un Giorgio Faletti pre-scrittore horror nei panni di Vito Catozzo (però lì era "Mondocano!!!"…che poi "tanto vince sempre Adriano!", no? Purtroppo Celentano e non il nerazzurro brasiliano…festival di rime, he he!).E invece quello è solamente il titolo del disco…. Il nome della band è quello impronunciabile e difficile pure da scrivere (per cui non lo riscrivo!) che vedete sopra.Visto lo studio bolzanino in cui i nostri han registrato, azzardo una provenienza altoatesina, comunque che siano del Trentino-AltoAdige questo non ce lo leva nessuno! Non so se siano veterani o giovincelli alle prime esperienze, ma posso dire che per suonare bene, suonano bene davvero! Quello che mi è difficile da spiegare è il genere proposto: diciamo che 'sti Supercani… sono il classico miscuglio di mille e più influenze partendo da una base, faccio un altro azzardo, Punk/Hc/Noise.Nei sedici pezzi proposti fanno quindi capolino via via riffs metal, parti rallentate e sofferte al limite del lisergico (tanto per riempirmi la bocca con un termine ridondante!), addirittura qualcosina di jazzato; basso sempre molto presente e sopra le righe, voce, diciamo così, pulita e seconde voci a volontà, e (grosso punto a favore) una grossa dinamicità dei pezzi. Paragoni: qualcosina può ricordare i pezzi meno Hc dei Lomas (geniale formazione modenese, in un certo senso nata dalle ceneri degli altrettanto geniali Paolino Paperino Band), mentre un paio di brani più rallentati/sofferti sembrano una presa per il culo degli anconetani Rivolta dell'Odio (una band di, diciamo così, Dark-Core attiva a metà degli eighties), visti i testi non certo oscuro-intimisti! Il secondo pezzo addirittura presenta notevolissime somiglianze con quanto proposto dai valtellinesi Eternit nell'ultimo periodo pre-scioglimento, con quel basso al limite del riff da cartone animato! In generale butto là anche qualche influenza a casaccio di quel Post-Core dei primordi, soprattutto tedesco, che a inizio anni '90 mutò un po' le carte in tavola sullo scacchiere HC mondiale. Dicevamo dei testi: titoli come "Gay pradi", "Il gattofono", "Assatanatismo" e, tiratina d'orecchie ai nostri, l'ennesima riproposizione dello sfruttatissimo "Onan il barbaro", non possono appunto far pensare a quelli che in gergo (?) vengon chiamati "testi impegnati"! Diciamo che regna un certo nonsense che riuscirebbe quasi a rendere invidiosi anche il duo Cochi & Renato d'epoca! In conclusione è un buon Cd (o demo-cd? Fate vobis!): suonato bene, prodotto bene, dalla durata soddisfacente (43 minuti) e di gradevolissimo ascolto.C'è pure un adesivo (parodia del logo Agip) in omaggio.Non so se sia un dischetto solo promozionale o se sia in vendita, dato che non c'è scritto nulla a riguardo…

 


 

VELVET GOLDMINE


Una "Cucciolata" nata nel 2002 che, dopo un primo demo autoprodotto ("Colosso Bauroso", 2003), abbaia con foga nella riuscita di quest'album intitolato "Mondo Cane". Nel limite dell'assurdo. Nei Live si truccano con delle macchie sul volto come se fossero cani bastardi, urlano e gridano con veemenza, utilizzando un linguaggio innovativo ed originale (musicalmente parlando); "Neologismi ed Onomatopee" formano la base dei testi, da un "ignignigni" ad un "baubaubaubau", passando per un ironico "miaomiaomiao" concludendo in un "cazzocenefrega noncenefragauncazzocenefrega". Tutto rigorosamente attaccato, stampato su un cartonato casereccio simil regalino delle medie. Quasi una ventina di brani dove un genere definito non esiste, ma si spazia tra un Post-Rock tirato ed un Hardcore scherzoso; non tiro in ballo il termine Crossover, ma parlo di chitarre grezze in stile Grind-Core, musica a volte un po' Metal-Trash-Truzza che però non ci fa mettere le mani tra i capelli. Questi cani dediti all' "assatanatismo-tobefria" che "irradianocanedatuttipori", dopo tante serate (forse giornate intere) dedite all'alcool, sono da scoprire. Divertenti ed originali e, a dire il vero, non suonano affatto male. Un consiglio? Contattateli e prendete il loro CD.

 


 

 

Le finalità di un disco come questo un po' mi sfuggono. Mi spiego: musicalmente si sente molta abilità nella riproduzione dei vari stili del rock pesante, dal classico heavy al suono Chili Peppers, al punk alla Green Day al rock satanico. I testi però non lasciano spazio a dubbi: l'operazione è di tipo comico, alla Elio per intenderci, solo che invece di testi compiuti si ascoltano frasi slegate, urli di vario tipo e nonsense a go go: il risultato, spiace dirlo, non è granché: se la prima volta un sorriso viene spontaneo, già la seconda l'ascolto è più difficile, e la terza non si arriva in fondo.
Peccato, perché, mi ripeto, i musicisti mi sembrano in gamba: ma il versante testi (!?!) penalizza il tutto.

 


 

 

 Ammazza che banda, e che ? Sono sedici brani, musicalmente non ho dubbi, un misto fra il punk dei Dead Kennedys (molto spesso la ritmica è simile) e la follia dei Butthole Surfers. Per far ricordare la band di Biafra basta ascoltare Ignigni, Storicam Era Mungam e la Marchetta dei Supercani. I testi sono da interpretare nel senso che le parole sono sempre l'una attaccata all'altra e si mischia dialetti, lingue ed altro, originali senza dubbio, allegato al CD trovate un foglio che spiega il significato delle canzoni, il risultato è ancora più confusionario, che dire, geniali quanto folli e tecnicamente molto molto bravi!

 

 


 

 

 

What a bizarre cd - definitely apt for the "weird & wired" section. Supercani... are an Italian quartet playing a demented but super tight, bass-driven mix of post-hc, punk & rock'n'roll. Victims Family, Fugazi and No Means No come to mind, but also (Italian readers, does anybody remember them?) the mighty Paolino Paperino Band, minus the smart lyrics. Ach, lyrics and vocals, that's the problem for me... they are pure nonsense, mixing bullshit about dogs, dialect and purely phonetic blurb. Ok, it could be fun for a while, but after 5 minutes it gets on my nerves. A shame, since the musical part is very very good, refined and powerful at the same time. I don't have a clue about this project, really. I guess there was an intention behind the silly vocals, but it just spoils for me. Had they kept it instrumental, this would be a winner.

 


 

 Se "Radio Cane" esistesse, invece di essere solo il titolo della seconda traccia del cd che sto ascoltando, ne cercherei le frequenze. Specie di notte. Quando sono troppo stanca per chiedermi che vuol dire "panzabbathaschiumabbatha", come cita il testo. Sì, perché per ascoltare i Supercanifradiciadespiaredosi non basta essere solo abili con gli scioglilingua. Bisogna semplicemente aver voglia di lasciarsi andare, ridere, saltare e poi volare via leggeri appesi ad un ombrello, come Mary Poppins. Le sedici tracce della versione temporanea ("promozionale", come amano definirla loro) di "Mondo Cane" mischiano l'amore per il post punk ed un certo metal con la demenzialità goliardica del non-sense. Ed il bello è che non puoi dire, abbandonandoti ad una facile battuta, che suonano da cani. Le citazioni sonore, infatti, sono di tutto rispetto, frullate a dovere e condite di personalità: Motorhead, Melvins, No Means No. Di questi ultimi "Mondo Cane" pare ripercorrere addirittura la storia del loro primo EP, "Betrayal Fear Anger Hatred", scoppiettante e violento lavoro in poche copie e registrate in casa. 

I Supercani (per brevità, ma anche come richiamo a supereroi stile Spalman di Elio, su altri fronti musicali) sono in linea coi dettami punk, che rivisitano in modo disincantato. Cattivi per finta. Per questo leggeri, a discapito del genere scelto. Perché se nella traccia tre, dopo aver urlato "supercaniperlassatanatismo" tutto si chiude con una grossa e sana risata, in "Alcolà", che inizia con un vecchio jingle pubblicitario della birra, si finisce con un emblematico "orasupercaneilmioalcolego". Tempi dimezzati in genere, che a volte tornano irregolari, per pantomime spasmodiche e tese, raccontate da un allegorico "Cane", soggetto/ oggetto di tutto il cd. Un vero e proprio mondo da esplorare, che si distingue se non per lo stile musicale, almeno per l'idea dei testi, tanto assurdi quanto minimali, veri concentrati di piccoli disagi e verità. Forse però oltre a goderne leggendoli all'interno della copertina, sarebbe bello poterli distinguere un po' anche semplicemente nell'ascolto. Perché se la linea scelta sembra essere una specie di punk demenziale proprio grazie ai testi, allora su quei testi ci si può giocare ancora meglio col cantato.
Qua la zampa, insomma. Ed alle prossime annusatine.

 

 


 

 

 I Supercanifradici-ecc.ecc. sono il mio gruppo italiano preferito. Di gran lunga. Anzi di grandissima lunga. Di enorme lunga. Sono i migliori e basta. Suonano punk. Ovvero suonano quel che gli passa per la testa facendo un gran casino. O forse suonano hard rock. O forse metal. O forse pezzi dei Beatles al contrario. O forse i Suicidal Tendencies degli anni '80 mischiati allo scazzo dei '90. O forse ancora qualcos'altro che non c'entra un cazzo con tutto questo, che io non so descrivere e che loro non sanno di suonare. Ma non c'entra e non importa perchè i Supercanifradici rimangono i migliori senza che gli interessi o che lo vogliano sapere. Ora qui sotto ci sono tre pezzi da scaricare ma missà che potrebbe diventare un'abitudine renderne disponibile uno alla settimana. Io ne vorrei uno nuovo al giorno per i prossimi tre anni almeno, ma non si può avere tutto dalla vita. Per amor di precisione: ora sono cambiati, non hanno più nemmeno una chitarra ma in compenso una tastierina Casio suonata a casio. Ma rimangono i migliori!

 

 


 

 

 Nella corrente che svecchia l'hardcore munendolo di frattaglie dementi, prese per il culo di questo (consumismo) e di quello (nichilismo), trasandatezze giovanilistiche, inventiva ridanciana e surreali giochi di retorica spicciola, adesso ci stanno pure loro, i Supercanifradiciadespiaredosi, nome da anti-omaggio palesemente waltdisneyiano volto ai comodacci propri, da Bolzano. L'album - un debutto che non poteva chiamarsi che Mondo Cane - aggredisce diversi parametri di demenzialità, anche se tutti ugualmente afferenti a un thrash-core più scorrevole che seriamente devastante. Dai titoli composti in assonanza (Assatanatismo, la sua genuina autoparodia punk-core, o Onan il Barbaro, tutto thrashitudini e Washington-sound), ai vocalizzi onomatopeici sub-animaleschi (Il gattofono), alle dichiarazioni di guerra finto-nichiliste su schizofrenia Dead Kennedys (Ignigni). Ancora interessanti sono gli scontri tra blocchi di chitarra e basso di suadente matematicità Don Caballero in Supercanianimati, così come il basso protagonista del rallentamento doom di Slow-Show, attorniato da vocalizzi brutal-core. In fondo all'album - in qualità di ghost track - ci sta l'ennesimo sberleffo, stavolta sagomato techno-funk (Bauguri).  Ben al di fuori delle delimitazioni old school, per il quartetto c'è da risalire ai Laghetto, alla Paolino Paperino Band, finanche ai Raw Power. Tra goliardate sprezzanti ma non offensive (autoproclamate "dog music"), compenetrazioni cori-vocalist indemoniato e una sgraziata miscela di tiro e ironia, il disco riesce a reggere una prima parte starnazzante e divertita, mentre nella seconda (ad eccezione dell'incalzante parte di basso in slap di Macinato), si fa meno graffiante.

 

 


GENERAZIONE X

Punk-core di notevole intensità e originalità sia per ciò che concerne la proposta musicale che quella visiva (bellissimo il booklet ripieghevole in cartone!). Il sound granitico è ben confezionato, arrangiato e suonato trovando una maturità davvero inattesa per chi si aspetta da un gruppo di rock demenziale 4-5 vaccate buttate giù tra un assolo e un altro ... per fortuna io ho sempre creduto che anche (e sopratutto) la comicità (o demenzialità) in musica necessiti di tempi&impegno pari se non maggiori rispetto alla costruzione di brani intelettuali di cantautorale formazione (con tutto il rispetto). Insomma divertenti i testi, ottimo il sound e riuscito l'incrocio delle due voci (ormai marchio di fabbrica del Cross-over/Hardcore): un disco personalmente molto ben riuscito e orecchiabile. Mondo cane.


 

 

Niente Male questo Mondo Cane dei Supercanifradiciadespiaredosi. Lo troviamo un lavoro davvero originale, con un'attitudine "punk" senza eguali, soprattutto per quel che concerne la loro capacità di giocare in modo spregiudicato con suoni, voci, versi (non quelli poetici, bensì quelli degli animali) e parole, come già il nome della band lascia intendere. Anche il packaging fumettoso, di questo cd in serie limitata e ormai datato 2004 è davvero originale e divertente. Impressionano, questi cani malati, per la loro folle e insieme grezza visceralità espressiva, mescolata ad un'ironia senza pari. Inoltre c'è da dire che non peccano sul fronte del mestiere e nel disco si sente. Insomma se amate il suono truzzo e la visceralità magmatica di un cane arrapato, questo è un disco per voi. Noi però lo consigliamo anche a tutti quegli intellettualoidi malati di troppa poesia.


 

 

Non so da che parte prenderla questa storia dei Supercanifradiciadespiaredosi ed il loro Mondo Cane. Allora cominciamo col dire che il loro genere non è propriamente la mia tazza di tè. Ma che genere è? Hardcore demenziale? Crossover non-sense? Il disco sembra un concept sull'essenza canina e lo dimostrano i temi e i titoli: Radio cane, Supercanianimati, Supercane 8, Pulcibus, Il Gattofono e via dicendo tra sberleffo, ironia da bettola punkabbestia e irrisione anti politically correct (Onan il barbaro, Gay Pradi). Insomma quarantadue minuti e quarantaquattro secondi di delirio. Punto di forza: i ragazzi suonano bene e i pezzi riescono a non essere tediosi. I Sigur Ròs si inventano l'hopelandic, i Supercanifradici sperimentano intorno ai suoni e a parole spesso totalmente inventate o appartenenti all'area delle onomatopee (spesso intorno a miagolii e ululati). Insomma quantomeno un plauso al coraggio e alla schiettezza, alla musica che spigolosa e granitica fa da tappeto alle liriche caratterizzate da pura ricerca sonora e rumoristica. La band si muove, per approccio, dalle parti di Melvins. Ora bisognerebbe capire quanto di tutto questo è realmente e coscientemente ricerca e quanto è invece cazzeggio forsennato. Noi, per buona fede, confidiamo che ci sia l'una e l'altro. 


 

 


Premessa: non è un cd hardcore. Ebbene sì per una volta recensisco qualcos'altro! Il gruppo l'ho conosciuto ad un concerto qui a Merano, mi sono piaciuti e ho chiesto il cd. Altra premessa: alla formazione originaria che ha registrato il cd si è aggiunto un tastierista e un nuovo cantante, dato che l'altro se ne è andato. Bando alle ciance e arriviamo al sodo. Come ho già detto i Supercani non sono hardcore(anche se il gruppo ne è influenzato), ma mixano un insieme di influenze diversissime tra loro per creare un sound innovativo e originale, cosa molto rara oggigiorno. Anche i testi sono decisamente originali, incentrati sul tema del "cane", e sul demenziale andante: per esempio "Assatanatismo" che nei primi due versi recita "Penedellinfernononriesceastarefermo-tubifria/Subiraineternoilsessopiumoderno-tubifria". Un album carino che mi sento di consigliare a tutti per prendersi un break e che secondo me vale la pena di essere ascoltato. Se magari suonano nella vostra città fateci un salto che live mi sono piaciuti parecchio.


 

Questo è uno dei dischi che ultimamente ascolto di più. Non saprei definire precisamente il genere proposto dai Supercani…è punk, metal, rock'n'roll, blues e probabilmente altri generi ancora, il tutto suonato in modo unico e con una tecnica invidiabile. I testi apparentemente non-sense (il "sense" dei testi lo conoscono solo loro e pochi altri, andate a leggervi l'intervista) sono 1/3 italiano, 1/3 parole inventate e 1/3 versi. Mi è piaciuto un sacco come è stato confezionato il cd con copertina in cartoncino ritagliata direttamente da loro…e in regalo c'è anche l'adesivo da attaccare sulla macchina! Insomma, se non l'avete ancora capito questo gruppo spacca di bbbrutto, e in più sono di Trento…siete obbligati a contattare i Supercani e a fare vostro questo cd.

 


 

 

  Esiste una (e una sola!) band al mondo che si chiama  Supercanifradiciadespiaredosi. L'umorismo e il non prendersi sul serio sono le due prerogative più importanti per questa formazione che adora mescolare l'hardcore saltellante e bassistico dei NoMeansNo/Victims Family ad un immaginario punk-dog-fetish di serie Z. Ridono di loro stessi, i Supercani, e sarebbero capaci di farvi credere qualsiasi cosa, anche la più assurda: tipo che la tartaruga nel vostro giardino è in cerca di sesso("La Trombaruga"). La musica dei Supercani  è solamente un mezzo per esprimere la loro voglia di essere stroni e cafoni. Provate ad ascoltare il post-hardcore di "Slow-Show"…non vi ricordano i Neurosis ubriachi in una sudicia osteria? E il rock ribelle della successiva "Onan il barbaro"? Due bassi, una batteria e al posto della chitarra una di quelle tastiere Casio che trovi nelle uova di Pasqua. Geniali, strafottenti e pieni di birra!

 

Bau-guri ai Supercani!


 

 

 Folli, insolenti, disordinati profeti della provocazione e dello sberleffo, una genuinità tutta casereccia e DIY. Due bassi, una batteria ed una tastierina giocattolo aggrovigliati e tesi in un ghigno ironico e beffardo; i Supercani fanno della schiettezza punk e dell'incitamento alla scorrettezza le loro armi più taglienti. Fondamentalmente Crossover, nell'originaria accezione del termine, la band forgia sfolgoranti planimetrie bassistiche figlie di band come NoMeansNo e Victims Family, senza disdegnare di avventurarsi in curiose incursioni nell' hard-rock, nello swing e nel satanismo più ignorante. L'originalità e la fantasia debordante modella un linguaggio fatto di termini inventati, doppi sensi e palindromi, in un delirio caotico e sferragliante di corde e bave canine. Bau!  

 

 


 

 

Potreste sin dal titolo farvi un'idea di quale strana materia possa essere costituito questo lavoro; un'idea e nient'altro, che restituisca non più di una semplice impressione. I testi sembrano essere partoriti da qualche insana mente inebriata di chissà cosa, un privilegio la cui assenza in noi è da compensare con una sincera e indubbia volontà di poter comprendere in ogni sfumatura, di poter sbirciare gli angoli più bui di quell'intero impianto "ironico-parodico" in virtù del quale l'opera pare sorreggersi. Dopo aver delineato in che misura il mio giudizio e la mia obiettività debbano operare e fin dove devono spingersi – per non rischiare di violare le coordinate che il loro stile autorizza – ci si propone un ulteriore e ultimo problema: di cosa ci parlano i testi ? In che modo dobbiamo leggereli? Forse una trasposizione allegorica sarebbe una pretesa troppo assurda per poterla individuare, nonostante i pezzi vantano nomi quali "Ignigni", "Radio Cane", "La trombaruga", tanto per citarne alcuni, come altrettanto assurda sarebbe l'ipotesi di poter pensare ad un significato serio. A questo punto, rivolgendomi sul piano musicale – devo ammettere anche piuttosto sollevato – mi permetto un paragone per voi signori che ancora non siete riusciti a farvi un'idea quantomeno chiara di un simile progetto: i nostri ricalcano in grandi linee le caratteristiche della band di Colorado Cafè live(programma in onda su Italia1 in seconda serata) anche se le linee del basso qui sono più calcate e impreziosite da una chitarra appena condita di overdrive che ne ricalca il suono. Non so concludere con un commento, perciò non dirò né promossi né bocciati…ma solo loro stessi!


 

 

Una vera e propria scheggia impazzita, come del resto il nome del gruppo lascia presagire. Se poi si considera che l'album è una sorta di panoramica a trecentosessanta gradi sull'universo a quattro zampe("Pulcibus", "Supercanianimati", "Bauguri" e via dicendo), e che i testi sono spesso criptiche filastrocche ridondanti di folli slogan e suoni onomatopeici, il conto è presto fatto. Genio e sregolatezza, ironia e dissacrante sarcasmo, il combo trentino si muove con disinvoltura (addirittura spiazzante, in taluni frangenti) lungo coordinate che che uniscono il grezzo nichilismo del punk, del rock più sanguigno e le pesanti atmosfere dello stoner(anche grazie ad una sezione ritmica composta da ben due bassi!). Ne risulta un'originale miscela solo apparentemente di basso profilo: i quattro ci sanno indubbiamente fare e  lo dimostrano anche quando giocano a non prendersi troppo sul serio. Si può dire tutto, fuorché scontato e prevedibile, "Mondo Cane" è un personalissimo compendio di lucida e sagace irrazionalità, un azzeccato tentativo di uscire dai consueti schemi con l'obiettivo di stupire e divertire. Assolutamente irresistibile: da scoprire!


 

     

 

Quello che potrebbe di primo acchito (nome e titolo) sembrare una spiritosa ma tutto sommato "grezza" trovata punk è all'ascolto, da subito, un'intelligente operazione dove con colta lateralità vengono innestati sul tronco del punk margotte e talee di ironia e intelligenza appiana. Ecco "Assatanatismo" piccolo capolavoro parodistico grind-metal, "Trombaruga" prog-hard che non fa drizzare i capelli, semmai "agevola" un po' di sbraco pomeridiano. Centro politico del disco è l'art-oi, con esplicito messaggio, Supercanianimati. Seguiranno rablesiane contumelie in lave di chitarra, certune un po' scontate nel concepì("Onan il barbaro"), pestate doom ("Storicam Era Mungam"), ballatazze alla Primus ("Supercane8"), math-noise("Alcolà") e in ultimo un speed-core anthem: lLa marchetta dei Supercani. Per combattere le vere crudelie de mon. Taglieremmo qualcosa; in ogni caso.

visitatore n° 54399
Mattia