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MILLANTA COSAE 2007


COLOSSO BAUROSO (2003)MONDO CANE (2004)DEPARTURES (2005)FORZA DI GRAVIDANZA  (2006)MILLANTA COSAE (2007)ROCK IN FLOWERS (2009)AREA 51 - VOL.1 (2010)SUPERBAU (2012)ALPINE ROCK FEST (2012)TRENTINO VS SARDEGNA (2013)ALPINE ROCK FEST (2013)GENI COMPRESI (2017)
01 IN THE KITCHEN
02 SHOP (in the highway)
03 THE SAILOR HARD
04 AOU
05 FORZA DI GRAVIDANZA
06 THE SEASON OF PROTOPANZADIGOMMA (nascita del supercane)
07 S'IGNORA
08 COCORITO
09 MIRAE PUZZAM
10 PSICONGHEFUNGUM
11 YOUR HEAVEN
12 THE SAILOR HARD II

 

 SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI

"MILLANTA COSAE"

(CD 2007 - APOCALYPSE BAU RECORDS- dur. 38'44") 

 

 

      

 

gustati il video promozionale

 

 

Registrato ancora una volta dal micidiale Mauro Andreolli, indice di garanzia per la band.  Questa volta i Supercanifradiciadespiaredosi se la sono presa con tutta calma smussando, tagliando, modificando i pezzi nell'arco di un anno intero finchè il risultato non è stato perfetto. Due bassi, una tastierina Casio della prima comunione, voci, molte voci (ne "La forza di gravidanza" ce ne sono più di 40!!!!.- grazie ad un gruppo di (a)mici che si sono prestati a questo gioco) e altro, altro ancora.

 

 

L’album completamente autoprodotto, vanta una confezione cartonata, apribile, sfoderabile, colorata, clamorosa, completa di pieghevole coi testi. E c'è pure il ciddì. Pensa te.

 

Le 500 copie esistenti sono tutte andate !!!!

 

 

 

Supercanifradiciadespiaredosi ha usato:

Brodolfo Sgangan -voce, basso, maracas, caffè, blublublu, uèè, stappi, sniff/snarl, vento, mani
Findut Poteidone - voce, basso, tastierine, stranezze, marziani, chitarra folk, chitarra classica, mani
Granfranco Baffato -voce, batteria, effetti acqua, bacchette, vento, mani


ospiti:


O'lele Dechadiez Boo -
cori, idee, cajòn
Denny Bordello - cori aggiuntivi
Rockhardo Sgangan e Crautona Bondolazzi - voci
Millanta Corus * - corazzo in "Forza di gravidanza"



grazie speciale  a Manuela Tronco per le maracas



Ludica Penna e
Giusta Marcia -grafica
Monca Coda - foto
Morisz Acrificato - registrazio e manipolazio



 

 

RECENSIONI

Pubblichiamo le recensioni di "Millanta Cosae" (tratte da carta, uèb, commenti vari) che abbiamo ricevuto. Se ne conoscete altre che qui non ci sono, mandatecele oppure fatela voi! Buona lettura!

 


 


 

 
 
 
Uno sferragliare convulso di basso slappato e stop&go. Come a dire: i No Means No che usano i Primus come una clava. Se proprio devo essere sincero, la voce dopo due pezzi mi dà i nervi (un rosario di singhiozzi e scioglilingua in lingua italiana e “inventata” alla Elio e Le Storie Tese), però nel complesso si sente che stanno cercando di andare oltre, non accontentandosi di ritoccare formule acquisite.
 
 

 
 
 
SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI: un nome un programma, bisogna ammetterlo… Spesso dalla fine degli ’80 e dei ’90 molte band prolifiche a livello di idee ed in un certo senso più innovative si sono nascoste (sarebbe meglio trovare un aggettivo più positivo) dietro la maschera del non-sense; in questo lavoro la musica è suonata molto bene, due bassi, una batteria e una tastierina a cui spesso si aggiungono dei vocalizzi che si sostituiscono ai “canonici” strumenti. Premesso che i testi sembrano essere frutto di ore passate a inventare neologismi (Psiconghefungum, Protopanzadigomma solo per citare due titoli a random), spesso le parti vocali sembrano corollario della musica suonata rendendola più accessibile e divertente. Le idee ci sono, forse ce ne sono anche troppe per un minutaggio così basso, ma è un buon lavoro ricco di spunti e di originalità derivata quasi sicuramente dalle influenze che più variegate non si può (thrash, funk, hard rock solo per iniziare una lista lunga e variegata). A sostenere la musica originale dei “Cani” vi è tutto un mondo costruito sulle loro basi: nomi inventati e look decisamente originale su tutto. Difficile definire la musica qui suonata: una derivazione del primo Frank Zappa, un pò di Elio e Le Storie Tese, un pizzico di Primus…originale anche la scelta degli strumenti che fanno si che la musica assuma un groove quasi funk. 
 


 

 

 Volevo partire dal booklet ma faccio un passo indietro per farvi notare prima di tutto il nome di questa band: SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI ! Da dove cazzo avranno tirato fuori sto nome lo sanno solo loro. Sicuramente è simpatico ma resta il fatto che non me lo ricorderò mai o perlomeno farò molta fatica a pronunciare questo scioglilingua. A parte questo “piccolo” particolare il booklet in cartoncino ripiegato in tre è figo, ben curato e, prima ancora di ascoltare il cd, fa capire che ‘sti tre sono belli fuori. Le foto nel riquadro centrale di ognuno di loro conciati da cani dalmata rabbiosi parlano da sole! Beh non mi sbagliavo…il cd parte con un catarroso e spumeggiante gargarismo che lancia la funkeggiante “In the kitchen”. Forte cazzo però mi accorgo che del cantato non capisco un cazzo. All’inizio davo la colpa all’orribile pronuncia o al fatto che in inglese io non sono una cima ma poi, guardando il libretto dei testi, ho scoperto che le poche parole pseudo inglesi sparate a caso sono addirittura scritte a fonemi! In più hanno pensato bene di non lasciare nemmeno lo spazio tra una parola e l’altra quindi a volte è impossibile leggere quello che c’è scritto. Loro non suonano male e le idee non mancano, anzi forse sono fin troppe e sta cosa secondo me un po’ li penalizza perché nel cd c’è talmente tanta roba che non penso di avere ancora capito che musica fanno ed è difficile catalogarli in un genere. Loro non fanno un genere, ne fanno tanti! Il problema è che io non sono ancora pronto per questi sfoghi mentali e faccio fatica ad assimilarli tutti in una volta sola. Giusto per farvi capire, “Forza di gravidanza” potrebbe essere un pezzo dei Primus rifatto da Elio. Paragonandoli invece a band Lodigiani/Piacentine non posso far altro che accostarli al malato trio dei Transit Vps o dirvi che “The season of Protopanzadigomma” potrebbe essere cantata a cappella con Musica per Bambini.
 

  
 
 

  Trentini, benché non trentatre (è solo un trio). Triviali? Non troppo, non tremate. Allucinati e allucinanti, questo sì, Brodolfo Sgangan, Findut Poteidone, Granfranco Baffato vengono da esperienze in band dai nomi memorabili: The Ficient, Tedio, I capelli di Cesare Ragazzi. Influenze? Di tutto, vedere sul loro Myspace per chiarimenti. Demenziali, certo, ma non scherzano quando mettono mano agli strumenti (due bassi, batteria e una tastierina Casio, oltre alle voci), sfoderando un crossover potente e divagante. C'è un po' di Elio e un po' di Frank Zappa nel destreggiarsi agevolmente con neologismi ("The season of protopanzadigomma") e addirittura con una neo-lingua onomatopeica. Meritevoli di molti ascolti "Aou" e "Forza di gravidanza", brani pop-rock orecchiabili e trascinanti. Con questo album ci si diverte, e non è poco. Originali e di conseguenza assai audibili, sette.

          


       

Tornano sulla breve distanza i folli trentini, con un nuovo ciddì la cui cover mi costa una mezz'ora di ricerche, perché nel promo che mi hanno mandato non c'è, e sui loro siti non ne trovo un'immagine che è una. Grafica a parte, comunque, si tratta di una proposta ancora più estrema del precedente e già criptico "Mondo cane". I titoli al 99% in inglese potrebbero far pensare a un salto nella dimensione del senso compiuto, ma man mano che faccio girare il ciddì mi accorgo che anche stavolta si tratta di fonemi completamente nonsense, che seguono la musica e anzi ne sono parte integrante.
12 pezzi che non hanno più un cazzo a che vedere col punk, dal momento che si tratta di funky rock estremo, con basso pesantissimo costantemente in primo piano, ritmi mai troppo sparati e decine di melodie e coretti (a tratti ai limiti del gregoriano) che si sovrappongono in un puzzle simile alla schiena di un dalmata. Detto in altre parole, Millanta cosae è puro delirio. Eppure non ve lo sconsiglierei, anzi: provate "Forza di gravidanza" o "The season of protopanzadigomma" per farvi un'idea di cosa i nostri sono capaci di fare. Musicalmente sopraffini. Stavolta, non contenti, tastierano pure qua e là, tanto per aumentare lo straniamento.
Non so quanto possiate metabolizzare una proposta del genere, ma non dovrebbe mancare nella vostra audioteca. Ideali durante e dopo l'assunzione di droghe psichedeliche.


 

Va bene, ammettiamolo subito: di scrivere in questa recensione SuperCaniFradiciAdEspiareDosi in tutta la sua lunghezza ed interezza, magari per più di una volta, non ne avevamo assolutamente un minimo di voglia; optare per l'acronimo SCFAED, oltre ad essere una saggia decisione, supponiamo non ci attiri troppo addosso le ire di questo poco raccomandabile terzetto trentino. Poco raccomandabile…perché? Ma perché chiunque spedisca ad un portale metal un promo quale "Millanta Cosae" per un giudizio, non può avere le rotelle completamente a posto e, di conseguenza, essere raccomandabile. Facciamo il solito minestrone di influenze, così almeno ci rendiamo conto del livello di pazzia/coraggio residente nei cervelli di Brodolfo Sgangan, Granfranco Baffato e Findut Poteidone: Primus, Elio E Le Storie Tese, System Of A Down, Neri Per Caso, Franco Battiato, Dub War, Linea 77, reggae, funky, jazz, folk sardo, gospel e, dulcis in fundo, una passione smodata per le siglette, di cartoni animati o di pubblicità non fa differenza. I tre giovani di Trento, giunti al secondo full fai-da-te dopo "Mondo Cane" del 2004, non fanno uso (se non in qualche traccia) di chitarre, bensì articolano la loro proposta sulle ottime pulsioni dei due bassi, sul ritmo incalzante di batteria e percussioni e – a dirla a loro modo – sulla stravaganza di una tastierina Casio anni '80. E poi, ovviamente, ci sono le voci, il pezzo forte dei SCFAED: un campionario di motivetti e strofe orecchiabili e divertenti, spesso in completo non-sense oppure addirittura sciorinati nella sempre più diffusa lingua onomatopeica, resa celebre da Adriano Celentano in "Prisencolinensinainciusol". Dopo queste fondamentali informazioni, non vi servirà sapere molto altro sui SuperCani, demenzial-band che però sa suonare e si sa promuovere abbastanza bene. Scorrere i titoli potrebbe invogliarvi ad almeno sperimentare la loro proposta: a noi basta suggerirvi un paio di pezzi, ad esempio "Forza Di Gravidanza", l'incrocio perfetto tra Primus, Elio e Battiato, oppure "The Season Of Protopanzadigomma (Nascita Del Supercane)", uno strepitoso brano quasi a cappella dove cantilene sarde e lyrics deficienti la fanno da padrone, scorrendo agevoli su un background di tastierina particolarmente efficace. Insomma, se avete voglia di sorridere e lasciarvi andare un po', i SCFAED sapranno come soddisfarvi. Non possiamo mettere il senza voto, quindi ci resta solo da dar loro un bel sette. Manicomio.


    

 

 

 

I trentini Supercanifradiciadespiaredosi sanno divertirsi e divertire, ce ne fossero come loro… Dopo il loro precedente "Mondo Cane" datato 2004, questa band dal nome difficilissimo e sbronzissimo ce la fa alle spalle, registrando un altro disco semplice ma pieno di riferimenti ironici e picchi di genialità. Quando i Supercanifradiciadespiaredosi suonano lo fanno col minimalismo del punk,la schiettezza hardcore, la precisione prog e un profondo senso di demenzialità: i riferimenti principali sono Devo, NoMeansNo e Primus, il tutto infarcito da una raffinata elasticità nei confronti del metal. Le tracce che riflettono a pieno questo leggero senso di alta ignoranza sono "The sailor hard", "The season of Protopanzadigomma(Nascita del Supercane)" ma anche "Psiconghefungum", dove si mette a fuoco l'intenzione dei Supercanifradiciadespiaredosi, fra cori montanari e metallo della prima epoca. Non ci credete? Invece dovreste iniziare a farlo, perché "Millanta Cosae" è uno spasso, è suonato a testa alta e con un orgoglio fuori dalle righe. E noi approviamo. Contattateli e avvicinatevi ai Supercanifradiciadespiaredosi.

Voto 8/10


 

 
 
Oltre la forza di gravidanza

"Millanta Cosae" è il secondo lavoro sulla lunga distanza degli originali, maniacali e fantasiosi Supercanifradiciadespiaredosi, la band trentina dal sound tagliente e dal nome assurdo. Dodici tracce dove vanno a fondersi, sotto l'alone di una sana ispirazione zappiana, le mille trovate concettuali di un trio dalle fattezze anomale. Perché la quasi totale assenza di chitarra è sagacemente sostituita dalle melodie di una vecchia (anzi, direi vintage) tastiera Casio d'inizio anni '80, da un basso elettrico spesso in prima linea, e da cori, coretti e percussioni dall'amalgama mai scontata.
Fin dall'open track "In the Kitchen" si percepiscono i lineamenti cangianti dei ragazzi, che cantano in inglese, in italiano o come gli viene, con un gusto raffinato per l'insensato e per tutto ciò che può creare disorientamento sonoro. L'ironia la fa da padrone in "AOU", dove il gran ritmo dal sapore pop si rivela una grossa presa in giro a questo stile, con ritornelli improbabili e un cazzeggio dilagante. "Forza di gravidanza" è il brano di maggior spessore; una buona melodia di tastiera e il ritornello dal sapore caparezziano (cantato sul finire da quaranta voci), ne fanno un episodio di sicuro valore. Belle le frequenze basse sviluppate in molte tracks, in grado di conferire una tale profondità di suono da farci credere che i Supercani sono capaci anche di abbaiare e mostrare i denti, come in "S'ignora", track dall'aspetto ribelle.
Da segnalare la firma letale di Mauro Andreolli sulla manipolazione del disco dei Superbau, un lavoro da non sottovalutare, stravagante e proteso in avanti.
 
 

 
 
 
 
 
 
I dodici latrati dei Supercanifradiciadespiaredosi sono proprio come te li immagini. Sì, perché con cotanto nome non potevano che essere così, questi tre trentini trotterellanti che rispondono all'appellativo di Brodolfo Sgangan, Granfranco Baffato e Findut Poteidone: cazzoni. Nome omen. Qui non se ne parla però in termini spregiativi, anzi. Perché ci sono cazzoni e cazzoni. Ci sono quelli che infastidiscono, che non si capisce dove vogliano andare a parare, che indossano i panni dei clown senza possederne lo stile o quantomeno la sostanza.
Questi invece sono come mamma li ha fatti. E natura ha voluto che la propria mente malata non potesse partorire altro che gemme di pura e genuina assurdità come "The season of protopanzadigomma (nascita del supercane)": pezzo in cui sullo sfondo di un effetto d'organo monotono spicca una voce principale che, circondata da evoluzioni degne di un coro di pastori sardi, s'intestardisce attorno all'idea di una "panza di gomma... ho detto panza di gomma". Al termine del pezzo s'ode il pianto di un bambino. Vietati ai minori.
Poi suonano, eh... per carità. Due bassi, batteria e qualche effetto di tastiera. Il genere? Difficile da catalogare, anzi impossibile. Perché "Millanta Cosae" contiene accenni di funk, punk, pop e rock'n'roll, conditi a sequenze in abito da jingle radiofonico e sprazzi di musicalità talmente teatrali da far pensare ad una rappresentazione surreale di qualche rivolgimento interiore: se un mal di stomaco potesse esprimersi lo farebbe attraverso la disperazione di "Mirae puzzam".
La stessa band ci viene in soccorso di fronte all'evidente impossibilità di trovare un concetto esauriente per descriverne i testi:"neo-lingua onomatopeica". Tutto un "oh, ue, yo, scitongh, supperetecchetecche, uacciuariooo" e chi più ne ha più ne metta. La voce principale è sempre lì, a far da guida. Anche perché senza quella bussola si rischierebbe davvero di perdere l'orientamento.
Alla fine della fiera (perché di fiera si tratta) il bilancio è salvo: i bassi abbaiano, le pelli mordono, le voci ululano. Evviva. Habemus Cazzones.
 
 

 
 
 

Il fatto è immaginare il loro nome pronunciato sul palcuccio di un festival de noantri, tipo sagre o feste della birra estive, con un presentatore, assolutamente non professionista (maddove!), un poco brillo e con principio di calvizia, che stenta a far partire lo spelling di questo nome palesemente waltdisneyano: i Supercanifradiciadespiaredosi. E poi loro salgono e partono, che sono in tre, e le cambuse di birra iniziano ad ondeggiare tra la folla assalita da un pogo a gogo. Troppo? Nooo. Vale tutto senza esagerazione, perché divertono e, tenendo onore alle più note band rock demenziali italiane, continuano la tradizione di gruppi che assieme all'efficace attitudine espressiva spregiudicata affiancano un'attività musicale forse sottovalutata ma pur sempre molto riuscita. Nati all'inizio del 2002 dalle ossa dei The Ficient, I Capelli di Cesare Ragazzi, Large Marge e chissà quanti altri progetti, i Supercani, trentini, sfoderano ora il secondo album, Millanta Cosae: dodici tracce ispirate musicalmente da un'infinità di riferimenti che realizzano un puro crossover sull'onda post-punk, ma anche hard-rock, ma anche blues, jazz stradaiolo ed inflessioni glam. In the kitchen, Aou, The Salilor Hard o S'ignora: così la potenza metallara di uno sporco r'n'r convive con attitudini al limite del pop, con arrangiamenti certosini ed accompagnamenti per così dire onomatopeici (mugugni, latrati, abbai e quant'altro). Suoni slabbrati, rapidità, strumentali potenti e ricamati con l'uncinetto del trash-core compongono un quadro sonoro per nulla banale, a cui fa capo sommo il potere demente ma non volgare della risata, a parodiare genuinamente le imprese eroiche di queste tre menti malate. I testi, dall'italiano all'inglese al plurilinguismo mixato in-your-face, dicono di avventure pre-natal, come in Forza di gravidanza, o supercani nietzschiani (The season of protopanzadigomma), contornando in modo scarno e semplice (poche parole) un lavoro che certo non resterà nella storia enciclopedica della musica, ma per lo meno servirà a farti passare piacevolmente una quarantina di minuti lontani da cervellonerie cul-turali.
 
 
 

 
 
 
 
 
Secondo disco e grande passo avanti per i trentini: Millanta Cosae li vede di nuovo svegli e scalcianti in area NoMeansNo, più cazzoni che mai nel perpetrare il mito del SuperCane e con un suono ignorante e potentissimo curato da Mauro Andreolli. Quindi punk rock con gli spigoli e frequenza basse che fan tremare tutto, e in più una Casio che sembra data in mano ad un bambino che quando si fa sentire invece è perfetta. In teoria non c'è niente da prendere troppo sul serio in S'ignora o The Season of Protopanzadigomma, eppure le enormi corde di basso e la voce Claypooliana della prima e i vocalizzi imbecilli della seconda se al primo giro fan solo ridere, dal secondo in avanti entusiasmano mentre ci si sganascia. Per chiudere, in un mondo più giusto e migliore del nostro, Forza di Gravidanza sarebbe suonata da tutte le radio e la gente si fermerebbe ai lati della strada per poter smaltire le risate.
Voto:8
 

 
 
 
 
 
 Dopo "Mondo Cane"(2004) torna finalmente sulle scene il gruppo con il nome più improbabile dell'intero globo terracqueo, ed ancora una volta cercare di interpretare gli strampalati orizzonti stilistici da esso esplorati è impresa assai ardua. Proviamo ad agire per gradi: prendete le tre menti malate di Brodolfo Sgangan, Granfranco Baffato e Findut Poteidone (sono i nomi veri, ve l'assicuriamo!), che si dividono a turno voci, due bassi, una batteria e una tastierina Casio d'altri tempi, aggiungete una sana dose di teatralità ed ironia, un continuo andirivieni tra il pop disimpegnato e il rock più aggressivo ed una quantità pressoché infinita (ma estremamente azzeccata) di imprevedibili trovate, come ad esempio un coro di quaranta e più persone composto da amici, colleghi, mamme e fidanzate. Shakerate il tutto usando un recipiente sufficientemente capiente ed avrete un cocktail tutto da gustare all'insegna della più folle genialità, realizzato secondo una ricetta assolutamente originale, perennemente in bilico tra il serio e il faceto. Da lassù, "Millanta Cosae" ha la benedizione del Frank Zappa più sperimentale e psichedelico: accaparratevene subito una copia!

Voto: 9


 
 
 
 

 

BAU!

Ogni anno l'Estate si presenta con una canzone di merda di quelle che non ti si levano dalle recchie. Quest'anno a parte il capolavoro indiscusso di Rihanna -pezzo dell'anno insieme a Girl In A Slayer Jacket dei Pig Destroyer- il pezzo dell'estate che impazzerà su tutte le radio, tv, piattaforme di download, upload, sideload, peer to peer, beer to beer è di un gruppo italiano, precisamente trentino, ancora più precisamente i Supercanifradiciadespiaredosi. Il disco nuovo Millanta Cosae esce per Apocalypse Bau ed è disponibile in pochissimi negozi di dischi! Ma ve lo mandano loro se gli mandati pochi neuri.
Se non vi fan ridere, non vi stan simpatici all'istante o non vi viene voglia di comprarvi il disco c'è qualcosa di seriamente sbagliato nella vostra povera testa di minchia.


 
 
 
 
Tornano a noi i trentini Supercanifradiciadespiaredosi e lo fanno con un lavoro più maturo rispetto al precedente "Mondo cane".Brani più elaborati ma non meno "consumabili", dove suoni più "decisi" e ricercati accompagneranno i soliti testi dissacratori e ironici, punto di forza del trio. Abbandonati almeno per ora gli "esperimenti" jazz/punk del precedente lavoro i nostri ci sfornano dodici  brani in stile rock/hard rock che scivoleranno via con facilità e spensieratezza, facendoci sorridere ma allo stesso tempo riflettere, miracoli dell'ironia e della vena creativa dei nostri che sono stati capaci di concepire e scrivere brani come "AOU", "Forza di gravidanza", "The season of ..." e "Cocorito", solo per citarne alcuni. I dodici brani che compongono "Millanta cosae" sono tutti accattivanti, quasi non vi accorgerete dello scorrere del tempo durante l'ascolto del cd, quanto sarete presi e catturati dall'incedere della musica e dei testi sempre (fortunatamente) in italiano. Che dire, i Supercanifradici... si confermano ancora una volta come un grande gruppo, dotato di una buona vena creativa e di una grande voglia di suonare e divertirsi. Consigliato.
 
VOTO 85/100

 


 
 
 
 
[DUEDIME](blog) ciao Andrea!
 
 

...nel mentre, in caso di abbattimento morale, inserire il mio nuovo acquisto nel lettore cd e cominciare a canticchiare.
il mio nuovo acquisto si chiama Millanta Cosae dei Supercanifradiciadespiaredosi un nome - un programma, nonchè una lieta sorpresa belle canzoni, talmente belle che il noto bassista dei The Bastard Sons Of Dioniso ABBIATELO!!! ha dichiarato pubblicamente: "vorremmo ucciderli (i Supercani, ndr) per rubargli le canzoni"

due bassi e una batteria possono fare la felicità
almeno quanto canticchiare SCINOUINOUINOUI  AOU!!!

e mi raccomando: ABBIATELO!

 

 


  
 
 
 

Il crossover trio trentino dei miei sogni? E perchè no! I Supercani riescono a mettere in musica e parole i pensieri approssimativi che passano dal nostro cervello e poi filtrati più volte prima di essere lasciati andare dalla bocca, anche se spesso i risultati di questa operazione lasciano a desiderare. Scherzi a parte qui da una parte c'è una buonissima musica crossover in stile Primus condita da parole suggestive, giochi di sillabe, il tutto lo potrei definire come "arte". Mi divertono molto i brani, c'è AOU che mi fa stare davvero bene per non parlare della folle Cocorito, oppure S'ignora. I brani sono dodici ma scivolano via come non mai, con gusto, arte e gran divertimento. Di sicuro posso dire di essere una delle band più originali mai sentite.


 

 

 

 UN PAIO DI  E-MAIL SIGNIFICATIVE...

 
 
Premesso che sono un chitarrista;
Premesso che sono un chitarrista rock;
Premesso che sono un chitarrista rock spesso poco attento alle "evoluzioni";
Premesso che la mia è proprio panza, e non è proto;

Che vi devo dire, ho su il CD da due giorni in macchina e mi piace che non ci sia la chitarra, perchè basso e batteria scandiscono all'unisono e meticolosamente la ritmica martellante delle parole che ricorrono, si girano e zompettano, senza dare all'ascoltatore la possibilità di riscatto, comprensione e ricerca del filo logico che lega OSRAMPHILIPSSAMSUNG con un riff di basso e basso contornato da cori polifonici che gioiosamente sposano lo spirito gregoriano con quello montano.
E' particolarmente intrigante notare come tutti questi aspetti, convivano armoniosamente in un alternarsi giocoso di concetti e melodie tra serio e faceto.
 

 (Nix, chitarraio dei Mezzopalo)

 

 
 

 
 

Ciao cari, mi sono ascoltato varie volte il cd. Prima cosa bella la confezione, apribile, colorata, con i cagnacci disegnati e veri. Seconda cosa, appare chiaro che è dal vivo che il tutto funziona al meglio, senza nulla togliere al cd, ma per aggiungere al gruppo… un gruppo "rock" che suona meglio su cd che dal vivo è fuffa! Insomma, dovrò recuperare il prima possibile un vostro concerto. Per me ci sono un paio di singoloni, che meriterebbero la rotation pure sulle radio commerciali alla radio deejay. Parlo in primis di Aou. Il gioco di voci e il ritmo di basso è veramente la sintesi perfetta di quello che possono fare i superbau, quando decidono di essere pop e muovi chiappe. La batteria sostiene il tutto e i vari aggeggi elettronici danno quel respiro in più. Quindi per me Aou viene eletto come il singolone! Poi certamente "Forza di Gravidanza" ha un ritornello semplice e geniale, ma non ha quel succo musicale di Aou. Poi i giochi di voci sono diventati secondo me il punto di forza assoluta dei direi "nuovi" supercani. Protopanza di Gomma, l'attacco di Cocorito (mi piace proprio), "ignorachecos'è" sono semplici e colpiscono nel segno. Io direi che ormai siete il quartetto cetra del protocrossover. I pezzi poi risultano meno cervellotici nelle trame strumentali, sempre ricchi di sfumature, con passaggi anche complessi, ma più fluidi. A mio avviso il passo in avanti è stato netto. Semplicemente le cose sono più a fuoco e sembrano aver imboccato la strada giusta. Nel suo insieme il cd ha qualche momento di cedimento, non pecche particolari, forse si tratterebbe solo di smussare qua e là, alcuni brani.

 

 
(Stefano Paternoster - ROBOTRADIO RECORDS)
 
 
 

 

 

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Mattia